La collana "Un capolavoro per Milano", curata dal Museo, raccoglie attualmente 8 monografie relative ad altrettante esposizioni organizzate dal Museo. L'idea è di portare nel capoluogo lombardo ogni anno un'opera diversa, che rimane esposta per un periodo di due-tre mesi. Questo per permettere ai milanesi di conoscere opere famosissime ma custodite in altri luoghi, in Italia o all'estero. L'iniziativa ha avuto un grande successo, e prosegue tutt'ora.

Trovati 9 documenti.

Un capolavoro per Milano
Materiale linguistico moderno

Un capolavoro per Milano : [la Natività di Lorenzo Lotto] : settembre 2009-gennaio 2010 : rassegna stampa / Ufficio stampa: CLP - Relazioni pubbliche, Milano

Antonello  da  Messina
Materiale linguistico moderno

Antonello da Messina : Ecce Homo / a cura di Paolo Biscottini

Cinisello Balsamo : Silvana editoriale, 2002

Un capolavoro per Milano ; [1]

Fa parte di: Un capolavoro per Milano / [a cura del Museo diocesano di Milano]

Domenico Beccafumi: Annunciazione
Materiale linguistico moderno

Domenico Beccafumi: Annunciazione / a cura di Paolo Biscottini

Milano : Museo diocesano, 2003

Un capolavoro per Milano ; [2]

Fa parte di: Un capolavoro per Milano / [a cura del Museo diocesano di Milano]

Abstract: Tra le viuzze medioevali del paese di Sarteano, non lontano da Chiusi, si nasconde un vero e proprio gioiello della pittura italiana: una grande tavola di Domenico Beccafumi, il principale caposcuola del Manierismo senese. L’opera è databile, grazie ad una supplica autografa del pittore, che tentava di ottenere il saldo del pagamento della stessa, al 1546, ed era in origine destinata all’antica chiesa di Sarteano, Santa Maria della Vittoria. L’Annunciazione è una delle ultime opere di questo straordinario maestro, la cui pennellata è caratterizzata da inaspettati bagliori "sulfurei". In questa fase egli mostra una esplicita ripresa di modelli michelangioleschi, che vengono però reinterpretati a vantaggio di una stesura rapida e di effetti di luminosità quasi iridescente. L’opera si contraddistingue per la sua grande intensità espressiva, accentuata, oltre che dalle dolci pose delle figure della Vergine e dell’angelo, anche dal contrasto tra la luce crepuscolare che abbraccia l’interno della casa della Madonna e gli effetti quasi rifrangenti della simbolica ed abbagliante luce divina che illumina i volti dei due protagonisti. Di grande raffinatezza è infine il paesaggio lacustre che si apre sullo sfondo, che evoca scorci della campagna toscana. Beccafumi da una parte riprende con forza i modelli michelangioleschi da lui appresi nei suoi soggiorni romani, dall’altra introduce delle raffinatezze luministiche e delle "stravaganze" espressive. Se gli artisti manieristi fiorentini appaiono spesso attratti dal macabro e da tematiche spesso molto crude, la maniera senese si caratterizza invece per modi più dolci e raffinati. In questo senso, l’Annunciazione di Sarteano è realmente un capolavoro "sconosciuto" al grande pubblico.

Caravaggio: Cattura di Cristo
Materiale linguistico moderno

Caravaggio: Cattura di Cristo / a cura di Paolo Biscottini

Milano : Museo diocesano, 2004

Un capolavoro per Milano ; [3]

Fa parte di: Un capolavoro per Milano / [a cura del Museo diocesano di Milano]

Abstract: Nel corso del suo soggiorno romano, Caravaggio fu ospitato per un paio d’anni, a partire dal 1601, nel palazzo del cardinal Gerolamo Mattei, Protettore d’Irlanda e dell’ordine degli Osservanti Francescani. Fu uno dei due fratelli del cardinale, Ciriaco, a commissionare all’artista alcune opere: la Cena in Emmaus oggi alla National Gallery di Londra, il San Giovanni Battista dei Musei Capitolini e la Cattura di Cristo oggi alla National Gallery of Ireland. Per quest’ultima, abbiamo i documenti di pagamento, datati 2 gennaio 1603, ma non sappiamo a quando risale la commissione stessa. Sino al 1700 il dipinto in questione risulta nella collezione Mattei, sebbene gli inventari lo citino con un’attribuzione a Gherardo delle Notti. L’opera venne poi acquistata, nel 1802, da sir William Hamilton, che la portò nella sua residenza in Scozia, dove rimase sino al 1921, anno in cui gli eredi misero all’asta le opere d’arte della sua collezione. Vi furono poi diversi passaggi di proprietà, sino a che, all’inizio degli anni ’30, Marie Lea Wilson, pediatra di Dublino donò il dipinto, nel frattempo entrato in suo possesso, ai gesuiti della chiesa di Sant’Ignazio nella capitale irlandese. Solo nel 1990 Sergio Benedetti si accorse che in realtà l’opera dei gesuiti di Dublino era certamente un autografo, oltretutto di qualità straordinaria, del Caravaggio, la stessa commissionata dal Mattei e citata dalle fonti seicentesche, sino a quel momento nota alla critica solo tramite numerose copie e derivazioni.

Filippo Lippi: la natività
Materiale linguistico moderno

Filippo Lippi: la natività / a cura di Paolo Biscottini

Cinisello Balsamo : Silvana editoriale, 2010

Un capolavoro per Milano ; [8]

Fa parte di: Un capolavoro per Milano / [a cura del Museo diocesano di Milano]

Abstract: La “Natività con San Giorgio e San Vincenzo Ferrer” di Filippo Lippi (Firenze, 1406 - Spoleto, 1469) è l’opera scelta per la settima edizione di “Un capolavoro per Milano”, iniziativa ospitata al Museo Diocesano della città. L’opera, proveniente dal Museo Civico di Prato, è una delle più interessanti della bottega di Filippo Lippi, e fu realizzata presumibilmente attorno al 1456. La tavola rappresenta la Sacra Famiglia con San Giorgio e San Vincenzo Ferrer e, in secondo piano, figure di angeli, pastori e musici, inseriti in uno sfondo naturalistico finemente descritto. Il volume – sintetica ed esaustiva monografia dedicata al capolavoro di Lippi – accoglie saggi storico artistici e apparati biobibliografici.

Lorenzo Lotto: la Nativita
Materiale linguistico moderno

Lorenzo Lotto: la Nativita / a cura di Paolo Biscottini

Cinisello Balsamo : Silvana editoriale, 2009

Un capolavoro per Milano ; [7]

Fa parte di: Un capolavoro per Milano / [a cura del Museo diocesano di Milano]

Abstract: Il volume è dedicato alla Natività di Lorenzo Lotto, un'opera magistrale del tardo rinascimento italiano, scelta per l'edizione 2009 della rassegna annuale "Un capolavoro per Milano", ospitata al Museo Diocesano della città. Lo straordinario dipinto ­ oggetto nel 2004 di un restauro che ha portato alla luce, oltre alla firma dell'artista, anche la data di realizzazione, 1530 ­ è di grande intensità emotiva. Proveniente dalla Civica Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia, venne eseguita durante il secondo soggiorno veneziano del pittore (1525-1533), ed è considerata una tappa fondamentale nel percorso artistico di Lotto. Il volume, introdotto da Paolo Biscottini, direttore del Museo Diocesano di Milano, accoglie una serie di saggi storico-artistici, una lettura teologica dell'opera tracciata da monsignor Franco Giulio Brambilla, una relazione del restauro effettuato sull'opera e note biografiche. Completa il libro una bibliografia essenziale.

Andrea  Mantegna
Materiale linguistico moderno

Andrea Mantegna : Sacra Famiglia con Sant'Elisabetta e San Giovannino / a cura di Paolo Biscottini ; [con testi di Mauro Lucco, Eugenia Bianchi, Luigi Crivelli]

Milano : Museo diocesano, 2006

Un capolavoro per Milano ; [4]

Fa parte di: Un capolavoro per Milano / [a cura del Museo diocesano di Milano]

Abstract: La Sacra Famiglia con Sant’Elisabetta e San Giovannino è una tempera su tela di 62,9 x 51,3 centimetri. L’opera è stata attribuita con certezza a Mantegna nel 1986-87 in occasione della sua comparsa sul mercato antiquario. E’ uno dei più significativi esempi della pittura di carattere devozionale, alla quale l’artista si dedicò negli anni della maturità, sperimentando nell’arte figurativa italiana la rappresentazione scenica a mezza figura con più personaggi. All’inizio del Novecento il dipinto faceva parte di una collezione privata di Marsiglia, probabilmente acquistato nel mercato antiquario italiano. Il 21 giugno 1986 l’opera è stata acquistata ad un’asta di Sotheby’s a Montecarlo. L’anno successivo è entrata al Kimbell Art Museum.

Antonello da Messina
Materiale linguistico moderno

Antonello da Messina : l' Annunciata / a cura di Paolo Biscottini

Milano : Silvana, 2007

Un capolavoro per Milano ; [5]

Fa parte di: Un capolavoro per Milano / [a cura del Museo diocesano di Milano]

Abstract: Capolavoro assoluto dell'arte italiana ed europea, l'Annunciata di Antonello da Messina colpisce per la straordinaria perfezione formale e per l'innovativo concetto di assolutezza spaziale, rispettivamente sintetizzati nella bellezza geometrica dell'ovale del volto e nell'impercettibile rotazione della figura nello spazio. Questa sintetica pubblicazione incentrata sull'opera accoglie un'introduzione di Paolo Biscottini, saggi storico-artistici di Giulia Davì (direttrice di Palazzo Abatellis), Alesia Devitini e Nadia Righi, una lettura della tavola proposta da monsignor Crivelli e una serie di interventi riguardanti il restauro e le analisi scientifiche effettuate sull'opera. Segue un'antologia critica e una nota biografica.

Sandro Botticelli: la Giuditta
Materiale linguistico moderno

Sandro Botticelli: la Giuditta / a cura di Paolo Biscottini

Cinisello Balsamo : Silvana, 2008

Un capolavoro per Milano ; [6]

Fa parte di: Un capolavoro per Milano / [a cura del Museo diocesano di Milano]

Abstract: Una sintetica monografia, dedicata alla Giuditta di Botticelli, accompagna l’edizione 2008 di “Un Capolavoro per Milano”, iniziativa promossa ogni anno dal Museo Diocesano della città, che vede giungere nel 2008 questa celebre opera rinascimentale. La Giuditta (il titolo completo è il Ritorno di Giuditta a Betulia) si data intorno al 1470, periodo in cui Botticelli elimina progressivamente il chiaroscuro, cercando la definizione delle figure attraverso un raffinato tratteggio dei panneggi: le figure appaiono come eleganti silhouette più che corpi tridimensionali, aprendo a quella svolta stilistica che caratterizzerà l’arte del maestro fiorentino nei suoi anni maturi. Botticelli propone una lettura fedele del testo biblico, scegliendo però uno schema compositivo del tutto nuovo e articolando la narrazione in due scene distinte nelle quali cambia tono e registro linguistico: il Ritorno di Giuditta a Betulia mostra colori chiari e toni luminosi ed è attraversato da un’aria leggera e quasi leziosa al contrario dei toni bui e drammatici della Scoperta del cadavere di Oloferne, anch’esso esposto per l’occasione.