La collana "Un capolavoro per Milano", curata dal Museo, raccoglie attualmente 8 monografie relative ad altrettante esposizioni organizzate dal Museo. L'idea è di portare nel capoluogo lombardo ogni anno un'opera diversa, che rimane esposta per un periodo di due-tre mesi. Questo per permettere ai milanesi di conoscere opere famosissime ma custodite in altri luoghi, in Italia o all'estero. L'iniziativa ha avuto un grande successo, e prosegue tutt'ora.

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Trovati 2 documenti.

Andrea  Mantegna
Libri Moderni

Andrea Mantegna : Sacra Famiglia con Sant'Elisabetta e San Giovannino / a cura di Paolo Biscottini ; [con testi di Mauro Lucco, Eugenia Bianchi, Luigi Crivelli]

Milano : Museo diocesano, 2006

Un capolavoro per Milano ; [4]

Fa parte di: Un capolavoro per Milano / [a cura del Museo diocesano di Milano]

Abstract: La Sacra Famiglia con Sant’Elisabetta e San Giovannino è una tempera su tela di 62,9 x 51,3 centimetri. L’opera è stata attribuita con certezza a Mantegna nel 1986-87 in occasione della sua comparsa sul mercato antiquario. E’ uno dei più significativi esempi della pittura di carattere devozionale, alla quale l’artista si dedicò negli anni della maturità, sperimentando nell’arte figurativa italiana la rappresentazione scenica a mezza figura con più personaggi. All’inizio del Novecento il dipinto faceva parte di una collezione privata di Marsiglia, probabilmente acquistato nel mercato antiquario italiano. Il 21 giugno 1986 l’opera è stata acquistata ad un’asta di Sotheby’s a Montecarlo. L’anno successivo è entrata al Kimbell Art Museum.

Sandro Botticelli: la Giuditta
Libri Moderni

Sandro Botticelli: la Giuditta / a cura di Paolo Biscottini

Cinisello Balsamo : Silvana, 2008

Un capolavoro per Milano ; [6]

Fa parte di: Un capolavoro per Milano / [a cura del Museo diocesano di Milano]

Abstract: Una sintetica monografia, dedicata alla Giuditta di Botticelli, accompagna l’edizione 2008 di “Un Capolavoro per Milano”, iniziativa promossa ogni anno dal Museo Diocesano della città, che vede giungere nel 2008 questa celebre opera rinascimentale. La Giuditta (il titolo completo è il Ritorno di Giuditta a Betulia) si data intorno al 1470, periodo in cui Botticelli elimina progressivamente il chiaroscuro, cercando la definizione delle figure attraverso un raffinato tratteggio dei panneggi: le figure appaiono come eleganti silhouette più che corpi tridimensionali, aprendo a quella svolta stilistica che caratterizzerà l’arte del maestro fiorentino nei suoi anni maturi. Botticelli propone una lettura fedele del testo biblico, scegliendo però uno schema compositivo del tutto nuovo e articolando la narrazione in due scene distinte nelle quali cambia tono e registro linguistico: il Ritorno di Giuditta a Betulia mostra colori chiari e toni luminosi ed è attraversato da un’aria leggera e quasi leziosa al contrario dei toni bui e drammatici della Scoperta del cadavere di Oloferne, anch’esso esposto per l’occasione.